24 de juny 2013





Ribelle come un fiume non navigabile, pagaiare con cautela nel dolore alieno in questi ultimi anni passati. 

Duro come gli alberi caduti di una foresta vicina, gli scossa di corrente non mi portano molto lontano della fine della strada. 

E arrivo a quel paradiso di pace così liquido e trasparente, vitale e luminoso. Perché in un viaggio, ciò che vediamo non è ciò che vediamo, è ciò che siamo.

Foto: un luogo che i miei occhi hanno visto. uno spazio che vedrò di nuovo

 



4 Responses so far.

  1. Pere Sans says:

    Maleit traductor que no fa les coses bé! Però m'agrada molt Òscar.

  2. Moltes gràcies Pere. abraçada!

  3. Matteo SCI says:

    Auguri per il testo. Passione e silenzio con le parole.

  4. Matteo! grazie! tutto a posto? Un abraccio!

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